Tutto comincia nel 1909, fra le Prealpi Bavaresi
Una latteria di famiglia
Nel 1909 la famiglia Huber apre una latteria nelle Prealpi Bavaresi. Il latte arriva dalle cascine intorno e diventa burro e formaggio nel giro di poche ore, perché più di così non si poteva aspettare. Quella vicinanza fra la stalla e la lavorazione è rimasta il nostro modo di lavorare.
Nel 1926 la lavorazione si sposta a Buchloe, dove lo stabilimento si trova ancora oggi. Nel 1948 la seconda generazione prende in mano l’azienda e le dà il nome Karwendel, come la catena di montagne che si vede dalla regione.
Perché la vicinanza conta
Un latte che percorre poca strada arriva in lavorazione con meno ore sulle spalle. Non è una scelta romantica, è la ragione tecnica per cui un formaggio fresco riesce morbido e pulito nel gusto senza bisogno di correzioni successive.
Da allora abbiamo cambiato macchinari, formati e ricette. Non abbiamo cambiato quella distanza, e infatti gli allevamenti che ci conferiscono il latte stanno ancora intorno alla latteria.
Nel 1969 nasce Exquisa
La terza generazione crea un marchio dedicato al formaggio fresco spalmabile e lo chiama Exquisa. È l’inizio della specializzazione che ci portiamo dietro ancora oggi, cioè fare una cosa sola invece di provarne dieci.
Da lì arrivano i gusti, i formati e le referenze che rispondono a esigenze diverse. Il perno però non si è mai spostato, perché ogni prodotto parte dal latte fresco raccolto negli allevamenti vicini e lavorato in tempi brevi.
Oggi guida la quarta generazione
Oggi l’azienda è guidata dalla quarta generazione della stessa famiglia. In un settore fatto di gruppi che cambiano proprietà spesso, la continuità è un vantaggio concreto, perché permette di ragionare sui decenni invece che sul trimestre.
Si vede negli investimenti sullo stabilimento e nei rapporti con gli allevatori, dove tre quarti delle aziende agricole lavorano con noi da due o tre generazioni. Nessuno di quei rapporti si costruisce in fretta.
In Italia dal 2005
Exquisa Italia apre nel 2005 e porta il Fresco Cremoso sugli scaffali italiani. Il mercato è affollato e i marchi storici sono già lì da tempo, quindi la strada è quella di farsi scegliere un vasetto alla volta, prima per il gusto e poi per l’abitudine.
Nel 2006 arriva il Fresco Cremoso Senza Lattosio, il primo della sua categoria in Italia. Non era una nicchia di moda, era una parte di persone che al banco frigo si girava dall’altra parte perché non trovava niente da mettere nel carrello.
Le tappe che contano
Nel 2018 la filiera ottiene la certificazione senza OGM. Nel 2019 il marchio cambia veste grafica. Nel 2023 torna in televisione con la frase che ci accompagna ancora, cioè la bontà va condivisa. Nel frattempo la gamma si allarga ai Fiocchi di Latte e alle Basi Fresche.
Sono passaggi diversi fra loro e hanno tutti la stessa direzione. Rendere riconoscibile un formaggio fresco che nasce lontano e si mangia qui, ogni giorno, nelle case italiane.
Il latte che usiamo
Da dove arriva, chi lo munge e perché la strada breve fa la differenza.






